Chi siamo
Ora et labora… et partecipa.
Il LabOratorio del Cuore nasce all'interno del Centro Sociale e Orti Villa Bernaroli APS, nell'ex-oratorio dedicato al Sacro Cuore. Il nome tiene insieme le due cose che vogliamo fare: un laboratorio, dove si lavora con le mani, e un oratorio, dove ci si ritrova.

Il luogo
L'ex-oratorio del Sacro Cuore
Nel 1766 il Marchese Camillo Sampieri Scappi fece costruire «di sua pecunia» un piccolo oratorio dedicato al Sacro Cuore, nella pianura dell'Olmetola. La lapide all'interno ricorda «l'eccelsa carità verso gli uomini, significata nel suo Santissimo Cuore». Dal 1827 la proprietà prende il nome dai Bernaroli.
Oggi l'ex-oratorio sta nel parco del Centro Sociale e Orti Villa Bernaroli. L'associazione ha finanziato per intero la messa in sicurezza del tetto; il completamento dei lavori segue le prescrizioni della Soprintendenza.
Nell'attesa, abbiamo cominciato dalla piccola sacrestia: tavoli e banchi da lavoro donati dai soci, un allestimento reversibile, nessun intervento sulle murature.


Il nostro manifesto
Cor meum iungatur vobis
In alto, al centro del soffitto della sala, c'è quella che crediamo sia l'unica iscrizione dell'ex-oratorio, oltre alla lapide della fondazione: Cor meum iungatur vobis, Primo libro delle Cronache (Paralipomeni), capitolo 12, versetto 17.
«Se siete venuti a me in pace, per aiutarmi, il mio cuore sia unito al vostro.»
È la frase che Davide pronuncia quando alcuni uomini arrivano da lui per unirsi a lui e aiutarlo. In un luogo dedicato al Sacro Cuore, a 260 anni dalla fondazione, la troviamo sopra le nostre teste mentre proviamo a far nascere il LabOratorio del Cuore.
Una comunità non nasce solo perché la si annuncia, o perché si fanno cose insieme. Ci sono idee, energia ed entusiasmo, ma anche ego, incomprensioni, aspettative e conflitti. Prima arriviamo in pace. Poi ci mettiamo a disposizione gli uni degli altri. Solo allora possiamo unire i nostri cuori e costruire insieme: un luogo dove incontrarsi, aiutarsi, mettere in comune ciò che ciascuno può donare e far nascere nuove iniziative.
Quasi come se l'ex-oratorio avesse già scritto il suo piccolo manifesto, molti anni prima.
Il dono
Il dodicesimo cammello
C'era una volta un padre che lasciò ai suoi tre figli undici cammelli: al primo la metà, al secondo un quarto, al terzo un sesto. Ma undici cammelli non si potevano dividere senza spezzare la vita, e la pace tra i fratelli stava per svanire.
Un cammelliere di passaggio offrì il suo: «Prendete il mio, fratelli, e fate la vostra divisione». Con il dono i cammelli divennero dodici: sei al primo, tre al secondo, due al terzo. Undici in tutto. Il dodicesimo tornò al cammelliere, che se ne andò in pace.
Nel Laboratorio i cammelli non portano merci ma relazioni. Ogni volta che qualcuno offre un'idea, un attrezzo o un'ora del proprio tempo, aggiunge un passo alla carovana. E quando i conti della vita, della scuola o del lavoro non tornano, è questo fondo comune a colmare la distanza. Lo chiamiamo il Cerchio del Dono.
Tre cerchi, tre forze
Il pensare libero
Il blu della libertà nella sfera culturale: i genitori che inventano.
Il sentire comune
Il rosso dell'uguaglianza nella sfera sociale: ciò che unisce le famiglie.
Il volere fraterno
Il giallo della fraternità nella sfera economica: costruire per tutti.
Cosa facciamo
Un laboratorio aperto
- Attività artistiche, manuali, culturali ed educative, aperte ai soci e a tutta la città.
- Giochi costruiti insieme da genitori e figli, con materiali semplici e di recupero.
- Falegnameria e piccoli lavori di cura dell'ex-oratorio e del parco.
- Iniziative tra generazioni: bambini, adulti, anziani.
- Appuntamenti fissi che portano gente nel parco, come il Car Boot Sale.
Tra i soci che hanno avviato il Laboratorio ci sono competenze di architettura, ingegneria, elettricità, falegnameria, restauro e progettazione educativa. Tutto è messo a disposizione in forma di dono, senza costi per l'associazione.
