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LabOratorio del CuoreVilla Bernaroli · Bologna

Erbario Ludico

Il dono che unisce

Nel Laboratorio genitori e figli costruiscono insieme giochi nati dal dono, con materiali semplici e recuperati. Ogni famiglia lascia una pagina nell'Erbario Ludico: la ricetta di un gioco amato, quello della propria infanzia o uno nuovo, inventato insieme.

«L'uomo diviene pienamente uomo quando trasforma in dono agli altri ciò che riceve come ispirazione dello Spirito.»

Rielaborazione da Rudolf Steiner, «I punti essenziali della questione sociale», 1919

La parabola

Gli undici cammelli

C'era una volta un padre che lasciò ai suoi tre figli undici cammelli. Nel testamento scrisse: «Al primo la metà, al secondo un quarto, al terzo un sesto».

Ma undici cammelli non si potevano dividere senza spezzare la vita. La giustizia aritmetica non bastava, e la pace tra i fratelli era sul punto di svanire. Finché un cammelliere di passaggio offrì il suo cammello: «Prendete il mio, fratelli, e fate la vostra divisione».

Con il dono i cammelli divennero dodici: la metà per il primo, un quarto per il secondo, un sesto per il terzo. Undici in tutto. Il dodicesimo, quello del dono, tornò al cammelliere, che se ne andò in pace.

Questo erbario non raccoglie foglie, ma gesti e ricordi: semi di fraternità, pagine di vita condivisa, testimonianze di un fare che nasce dal perché, non solo dal dovere.

La parabola continua

La carovana del dono

Molti anni dopo il viandante passò per un altro villaggio. Anche lì tre fratelli litigavano per l'eredità: trentacinque animali, e il padre aveva scritto «al primo la metà, al secondo un terzo, al terzo un nono».

Il viandante donò un animale: 36. La metà fa 18, un terzo 12, un nono 4. In tutto 34, e ne restavano due. Avrebbe potuto riprenderseli entrambi, ma disse: «Il mio dono non è per guadagnare. Uno è il mio, che riprendo; il secondo lo lasciamo qui, come seme comune». Fu il primo animale del Cerchio del Dono: ciò che avanza o manca, d'ora in poi, lo assorbirà la comunità.

Là dove il numero non torna, non è l'amore a sbagliare: è la comunità che deve crescere di un ordine.

Il testo completo

Prefazione all'Erbario Ludico

Qui sotto le ultime parti della prefazione. Il testo originale, con i tre cerchi colorati, si può anche scaricare in PDF.

L'aritmetica vivente della comunità

Là dove il numero non torna, non è l'amore a sbagliare: è la comunità che deve crescere di un ordine.

Il primo dono nasce dal gesto singolo, ma la pace duratura nasce dal gesto di molti, da una coscienza condivisa che mantiene vivo il gesto del dono, rendendolo ritmo e istituzione, non solo ispirazione.

Così la matematica del dono diventa geometria vivente: una serie di gesti che si moltiplicano. Il primo apre la strada, i successivi la mantengono percorribile. Il dono del singolo è come la prima nota di una scala: non basta da sola, ma dà il tono su cui gli altri possono accordarsi.

Il Cerchio del Dono

Nel nostro ex-oratorio del Sacro Cuore i cammelli del cuore non portano merci, ma relazioni. Ogni volta che qualcuno offre un'idea, un attrezzo o un'ora del proprio tempo, aggiunge un passo invisibile alla carovana.

E se i calcoli della vita, della scuola, del lavoro o della comunità non tornano, sarà questo fondo di «cammelli» condivisi a colmare la distanza, a riportare il ritmo, a rendere possibile la triarticolazione sociale.

Così il Laboratorio del Cuore diventa un organismo triarticolato vivente:

  • il pensare libero dei genitori che inventano,
  • il sentire comune che unisce le famiglie,
  • il volere fraterno che costruisce per tutti.

Conclusione

Il primo cammello è l'io che si apre.
Il secondo è la comunità che respira.
Quando i passi del dono avanzano insieme,
la carovana della fraternità diventa società vivente.
E allora anche l'aritmetica del mondo,
quella che sembrava ingiusta o impossibile,
ritrova il suo equilibrio nel ritmo del dono.

Un organismo vivente

I tre cerchi

I tre colori che accompagnano l'Erbario rappresentano le tre sfere della triarticolazione sociale, cara alla pedagogia Waldorf. Come i colori primari, non si confondono ma si incontrano.

Libertà

Nella sfera culturale e pedagogica: il pensare libero dei genitori che inventano.

Uguaglianza

Nella sfera sociale e giuridica: il sentire comune che unisce le famiglie.

Fraternità

Nella sfera economica: il volere fraterno che costruisce per tutti.

Tre cerchi intrecciati, blu, rosso e giallo