Un progetto per il parco
La Fonte del Cuore
Acqua fresca e pura nel prato di Villa Bernaroli, a due passi dall'ex-oratorio dedicato al Sacro Cuore. Naturale, frizzante o osmotizzata, da raccogliere nella propria borraccia.
Ogni borraccia riempita qui è una bottiglia di plastica in meno. È un gesto semplice, che porta con sé la cura del bene comune e fa della Villa un punto d'incontro per famiglie, orti, scuola e chi attraversa il parco.

La leggenda
Prima della Villa, prima delle mura, nella fertile pianura dell'Olmetola scorreva sotto terra un'acqua silenziosa. Affiorava in superficie in certi punti del terreno, e uno di quei punti era qui, dove oggi cammini.
Gli abitanti la chiamavano Acqua del Cuore. Dicevano che aveva una forza gentile, capace di rinvigorire il corpo e rasserenare l'animo.
Fra i contadini della zona viveva una giovane, Livia, che ogni mattina portava quell'acqua alle famiglie della contrada e ai lavoratori dei campi. Un'alba, chinandosi sulla sorgente, udì un sussurro:
«Dove troverete unione, io scorrerò.
Dove nascerà un cuore nuovo, io ritornerò.»
Passarono gli anni. Nel 1766 il Marchese Camillo Sampieri Scappi scelse questo luogo per erigere un oratorio dedicato al Sacro Cuore. Secondo la leggenda, proprio mentre tracciava il luogo dell'oratorio, la sorgente, ormai indebolita dal tempo, fece riaffiorare un sottile filo d'acqua. La voce popolare lo interpretò come un segno: la Fonte del Cuore non apparteneva solo alla terra, ma anche allo spirito del luogo.
Col passare dei secoli la sorgente smise di scorrere. Ma nei racconti degli anziani rimase un detto: «L'acqua del Cuore non sparisce: diventa comunità.»
Oggi, mentre la comunità torna ad abitare e custodire Villa Bernaroli e il suo oratorio, questa colonnina d'acqua è il segno moderno di quella sorgente antica.
«Dove siete insieme, io ritornerò.
Dove c'è cura, io scorrerò ancora.»
Locus · 23–24 giugno 2026
Il racconto
Una leggenda nata dalla memoria del luogo
Accanto alla Fonte avremo in dono una lastra in acciaio con incisa la leggenda dell'Acqua del Cuore. Intreccia la storia vera del luogo, dall'oratorio eretto nel 1766 alla famiglia Bernaroli, con l'immaginazione di chi lo vive oggi.
La lastra porterà la data del 23 e 24 giugno: la notte di San Giovanni, da sempre la notte dell'acqua.
Sulla colonnina c'è anche un'altra storia d'acqua, quella di Bologna: una città nata dai suoi canali, che muovevano i mulini della seta, e che nel 1566 scelse il Nettuno come simbolo pur non essendo una città di mare.
In cantiere
La colonnina ha preso colore
Giovedì 8 ottobre, a sera, con Enrico e Mirco abbiamo finito di vestire la colonnina con la sua grafica. Da un lato la storia di Bologna città d'acqua, dall'altro la cura dell'acqua e il suo legame con la comunità.
Nel prato della Villa la stiamo aspettando: l'installazione è prevista per ottobre. Presto qui le foto della Fonte al suo posto.


